Nel dibattito attuale su vini a bassa gradazione alcolica o dealcolati, l'enologo Valentino Ciarla, consulente di importanti aziende vinicole italiane, propone una riflessione che parte da un punto di vista diverso: la gestione dell'alcol già in vigna, attraverso scelte agronomiche mirate.
"Prima ancora che di no alcol si dovrebbe pensare alla gestione dell'alcol. Per farlo va ripensata la viticoltura", afferma Ciarla, suggerendo un cambio di paradigma rispetto alle pratiche degli ultimi decenni.
Dal passato al futuro: un nuovo approccio alla viticoltura
Trent'anni fa la viticoltura era orientata alla quantità, ma spesso i vini mancavano di concentrazione, colore e alcol. Per questo motivo, negli anni successivi, si è passati a tecniche completamente diverse: portainnesti poco vigorosi, alta densità di impianto e drastici diradamenti per ottenere rese ridotte e maggiore concentrazione.
Oggi, però, i cambiamenti climatici e le nuove preferenze dei consumatori richiedono un ulteriore ripensamento. Secondo Ciarla, condurre il vigneto in modo diverso permette alla vite di esprimersi più liberamente, distribuendo sostanze come zuccheri e polifenoli su una quantità di grappoli leggermente superiore.
Sperimentazioni concrete
"A Montalbino, nel territorio di Montespertoli, abbiamo sperimentato l'impianto di un vigneto come si faceva un tempo", racconta l'enologo. "Destinato alla produzione di vino rosso, presenta alcuni ceppi di Trebbiano e Malvasia, quindi uve a bacca bianca, oltre a quelli di Sangiovese, Colorino e Canaiolo, proprio per equilibrare l'acidità."
Un'altra soluzione proposta è orientare la scelta verso portainnesti più vigorosi e resistenti allo stress idrico, attualmente oggetto di crescenti sperimentazioni.
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Il ruolo dell'enologo
"Credo che l'enologo debba essere sempre più connesso alla vigna e io personalmente passo molto tempo in vigneto", sottolinea Ciarla. "Da lì parte tutto: se le uve arrivano in cantina in condizioni perfette, si creano i presupposti per un grande vino."
Il tema della gestione dell'alcol nei vini è certamente complesso e difficile da risolvere con una sola soluzione, ma pensare fuori dagli schemi tradizionali può contribuire ad ampliare le prospettive del settore vinicolo, fornendo alternative naturali e sostenibili ai processi di dealcolazione.
